Archivio per il Tag ‘post-punk

Zeffjack – Friendless

mercoledì, aprile 18th, 2018

Attivo fin dai primi ’00, il power trio strumentale emiliano presenta il nuovo album: rock declinato attraverso i suoi numerosi dialetti (wallnoise, new wave, punk) legato indissolubilmente a stati d’animo, bisogni sonori, geometrie mentali o semplici sfoghi musicali che trovano la loro miglior dimensione grazie all’affiatamento acquisito nel tempo e alla convinzione che “suonato è meglio”.

Genere: rock / new wave / wallnoise / punk

Label: Rocketman Records

Streaming https://open.spotify.com/album/4CpquqywIpVZNGqZx7W5Qw

Si intitola Friendless ed è il nuovo album degli Zeffjack, band del Nord Italia attiva sin dai primi anni 2000.

La lingua scelta è quella del rock, con alcuni dei suoi dialetti: wallnoise, new wave, punk e con un pizzico di quello che un saggio baffuto un tempo chiamava “pop tirato”.

“Il titolo Friendless” – afferma il gruppo – “era destinato da tempo in quanto capace di spiegare rapidamente il disorientamento che abbiamo provato nei periodi precedenti al determinante incontro con la Rocketman Records.”

Le musiche proposte dal power trio strumentale, come spesso accade, sono legate a stati d’animo, bisogni sonori, geometrie mentali o semplici sfoghi musicali che trovano la loro miglior dimensione grazie all’affiatamento acquisito nel tempo e alla convinzione che “suonato è meglio”.

Fanpage https://www.facebook.com/zeffjackband/

Tutti i pezzi di questo album sono nati da continue improvvisazioni in sala prove. Alcuni sono carica, alcuni gioia, altri sono frustrazione e disperazione, a volte si fanno giostra, a volte specchio e difficilmente parlano a bassa voce. In pieno contrasto con la tendenza a concepire la musica strumentale come ripetizione o come semplice sfondo, alcune di queste musiche hanno l’ardire di farsi chiamare “canzoni” e come tali provano a “cantare con la musica” o a essere compiute come piccoli universi slegati, senza la paura di risultare troppo brevi o di non trovare una categoria contenitore già rodata, di sicuro non adatte a conciliare il sonno.

Il primo video-single estratto è quello di Poretti Party. Girato volutamente nella più dimenticata periferia parmense proprio per rendere ancora più evidente il contrasto che si vuole raffigurare, il video raffigura un pazzo che tenta di portare il “divertimento” è “l’ intrattenimento” fuori dai luoghi che tradizionalmente lo accolgono, demolendo con un incalzante drumming il preconcetto di immobilità a cui la periferia è abitualmente relegata. Il pezzo nasce da un improvvisazione in sala prove consumata fra risate e forse qualche birra di troppo, il sound immediato pare ricordare nebulosamente i Block Party o qualcosa degli Electric Six.

Poretti Party https://youtu.be/KvoFi4xIOHE

 

Tracklist

1. Mont Blanc

2. Arnold Press

3. Poretti Party

4. Starting Light

5. St. Antony’s Fire

6. Demo Cemetery

7. Deep Impact

8. California Butterfly

9. Number 9

10. Fade Out

Official website http://www.zeffjack.com/

Discografia

– La cura del Freddo (EP 2008 Autoprodotto)
– Dimentica (2010 Singolo)
– La Stagione delle Piogge (EP 2011 Autoprodotto)
– Friendless (Album 2018 Rocketman Records)

Biografia

Attivi dagli inizi degli anni 2000, Zeffjack è una band del nord Italia dove la Provincia ha saputo fare la sua parte, con le difficoltà ma anche con le caratteristiche che la contraddistinguono; prima nel formare lentamente il background musicale di ognuno dei componenti e dopo nella ricerca delle persone adatte a soddisfare e solidificare una prima formazione, che inizialmente sviluppava canzoni con testi in italiano e che ora, slegatasi dai testi, è approdata da tempo a una più congeniale formazione power trio strumentale.

Friendless, disponibile dal 5 aprile 2018 per Rocketman Records, è stato interamente registrato mixato e masterizzato nello storico Real Sound Studio di Milano già attivo dagli anni 80 e gestito da Roberto Gramegna e Ettore Gilardoni che ne ha materialmente curato tutte le fasi di registrazione produzione e arrangiamento. È stato poi ulteriormente processato in analogico su 16 tracce Ampex per ottenere un suono caldo e compresso.

Contatti

antipop.project@gmail.com

http://www.facebook.com/BlobAgency

Frank Lavorino 3396038451

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L’esordio discografico degli Earthset – “In a State of Altered Uncosciousness”

venerdì, settembre 4th, 2015

EarthsetCover

Sound di grande impatto quello degli Earthset che, pur mantenendo in gran parte atmosfere pulite, riescono ad ottenere la giusta aggressività e creare un buon muro sonoro.

L’album si presenta subito interessante grazie all’immediatezza di “Drop“, seguita dall’accattivante “The Absence Theory“. A testimoniare l’ottimo livello di songwriting, il brano che dà anche il nome al primo singolo/videoclip in uscita il 25 settembre, “rEvolution of the Species“.

Le successive tracce tendono purtroppo ad “addormentare” un po’ il disco e l’eccessiva esplorazione verso il progressive rischia di risultare fine a se stessa e di rendere l’ascolto piuttosto impegnativo. Altra nota stonata sta nella voce che possiede un’ottima timbrica e buone sfumature di colori, ma il missaggio non le rende piena giustizia tralasciando addirittura alcuni errori evidenti.

Earthset3

Nell’insieme però questo primo lavoro degli Earthset risulta decisamente buono, la band bolognese tira fuori dal cilindro un disco alternative rock intelligente con tendenze progressive ma che, con qualche accorgimento in più, poteva diventare davvero un eccellente lavoro.

Arturo Scassa

https://www.facebook.com/Earthset

Spiral 69 – “Alone”

lunedì, maggio 19th, 2014

La copertina di Alone, la nuova fatica in studio degli Spiral69

Dodici mesi dopo Ghosts in My Eyes, a confermare il momento di formidabile ispirazione, gli Spiral 69 sono di nuovo sulla scena con un nuovo lavoro, Alone. La band del carismatico cantante e songwriter Riccardo Sabetti, guidato da un’indole visionaria e a suo modo persino misticheggiante, votato al filone dark wave ha presentato, meno di un mese fa, il nuovo album interamente autoprodotto dal gruppo stesso e masterizzato poi da Frank Arkwright, celebre ingegnere del suono di The Smiths, Primal Scream, Joy Division, nei famosi Abbey Road Studios in Uk. La band ha scelto per la promozione dell’album un tour nelle principali radio universitarie italiane ed è stata anche ospite due mesi fa della storica trasmissione Roxy Bar. 

Alone è una raccolta di sei ballate attraverso cui si evolve la nascita, trasformazione e fine di una tormentata relazione, scritta in due solo settimane e un mese di registrazione; alcuni pezzi sono stati scritti in Italia, altri persino negli Stati Uniti (l’orchestra ha infatti lavorato a Los Angeles), il batterista ha inciso a Oslo. Tutto effettuato in rete.

L’Ep si apre con “We’ll Find Each Other In The Dark”, dal forte senso melodico e sognante, in cui le sfumature del synth si amalgamano sapientemente, creando un perfetto incontro tra ciò che può apprezzare un ammiratore dei Joy Division e uno dei Placebo. La storia d’amore si espande in ”Naked”, il sentimento che si trasforma in ossessione e dipendenza affettiva (This love is a gun in your hands), da cui è tratto il primo video dell’Ep. L’uso degli archi come sfondo al sentimento malato e la voce distorta si coniugano, in un felice connubio, a quelle atmosfere malinconiche che tanto Riccardo ha imparato a farci amare. “You ‘re Mine”, il brano più intimo e meditativo, dall’apparente tranquillità, evoca in realtà l’orribile sensazione del sentirsi psicologicamente soffocare. La sua voce si modula su tristi riflessioni, su di un tappeto di suoni pungenti che giocano ancor di più con le profondità del silenzio, rotto da uno xilofono, in “Rose” (Rose I’ll hope you understand, I need to kill you). La batteria ben dosata, sembra davvero ucciderla. I sensi di colpa esplodono in “When The Angels Live”, tra una chitarra veloce e onde , che da sinusoidali diventano quadre. Infine “Cruel”, struggente e straziante con quella voce femminile appena accennata, si immerge nelle oniriche atmosfere a cui ci siamo già abituati dall’inizio del progetto.. Capitolo a parte spetta alla voce, da sempre strumento ammaliante, e mai dosato con parsimonia.

Alone è l’ennesima prova riuscita degli Spiral69 che hanno ormai raggiunto la piena maturità espressiva, accostandosi sempre più a quel filone synthpop e dall’allure dark-wave che tanto apprezziamo. Una band che non si arresta mai nell’esplorazione di nuove scelte stilistiche innovative e profonde.

A cura di Marianna Alvarenz

http://www.spiral69.com/

https://www.facebook.com/spiral69music

https://soundcloud.com/spiral69

https://itunes.apple.com/it/album/alone-ep/id827826530

A Modern Way To Die – “Pulse And Treatment”

venerdì, aprile 4th, 2014

Gli A Modern Way To Die annunciano l’uscita del loro album d’esordio “Pulse And Treatment”

A Modern Way To Die

Il gruppo electro-wave catanese, che ha da poco concluso un mini-tour in Sicilia, si rende protagonista di un disco composto da otto brani dal sound sporco, pastoso e tagliente, tra i quali viene scelto come singolo apripista “She Walks”

Genere : Post-punk / Electro / New Wave

Data di pubblicazione : 3 Aprile 2014

Etichetta : Seahorse Recordings 

Distribuzione : Audioglobe

Link Ascolto: https://soundcloud.com/pulse-and-t

Press Kit On Line

Dopo la pubblicazione dell’ep “Bad Medicine”, gli A Modern Way To Die rilasciano il primo album  “Pulse And Treatment”. Il trio electro/ post punk, formatosi a Catania nel 2010 e composto da Patrick Guerrera alla voce, Cristian Battiato Santo Trombetta chitarre synth (questi ultimi già noti al pubblico catanese con il progetto Old Noise Order datato 2003), danno alle stampe un prodotto frutto di un miscuglio sonoro che che annovera tra le influenze primarie il post-punk di DevoJoy Division Public Image Limited e le saturazioni shoegaze di My Bloody Valentine Slowdive, il tutto poi arricchito da sferzate pop e da un tocco di originalità che fanno di  “Pulse And Treatment” un disco dall’immediata godibilità.  “She Walks” è il primo singolo estratto, una canzone che rimbalza costantemente tra atmosfere psichedeliche noise, scelta dalla band in quanto manifesto del sound degli A Modern Way To Die: chitarre sporche e sferzanti, supportate da un tappeto sonoro di synth e campionamenti di batteria su cui si stagliano melodie vocali cupe e profonde. A rappresentare con le immagini questo intricato mix di suoni, ci sarà a giorni il videoclip ufficiale di “She Walks”, curato dal regista palermitano Andrea Di Gangi.

Pulse And Treatment nasce da un disagio attitudinale e dalla voglia “perversa” di raccontarsi; parla di emozioni livide, realta’ ambigue ed esperienze frutto di un nichilismo imperante; un lavoro sfaccettato dove gli umori cambiano, il tutto dettato da spontaneità’ primordiale ancorata allo spirito rock per approccio e gusto.” dichiara la band a proposito del suo disco d’esordio.

Gli A Modern Way To Die sono reduci dall’esibizione del 29 Marzo scorso al Chakra Lounge di Catania mentre dal Maggio 2013 ad oggi si sono imbarcati in una serie di concerti tra cui un mini-tour siciliano in locali al Borderline di Palermo, al Music Lab di Enna, al Latte Più Club di Catania e all’Underground di Messina. La band electro/postpunk catanese annovera inoltre diverse aperture che l’hanno portata a salire sullo stesso palco di musicisti come il duo tedesco Schwefelgelb e la nostra Beatrice Antolini.

Pulse And Treatment”,uscito per la label  Seahorse Recordings con distribuzione Audioglobe,  è disponibile su iTunesAmazon e tutti i più importanti negozi digitali.

 

Fan page / sito ufficiale :

https://www.facebook.com/pages/a-modern-way-to-die/330188269085

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