Spiral 69 – “Alone”

lunedì, maggio 19th, 2014

La copertina di Alone, la nuova fatica in studio degli Spiral69

Dodici mesi dopo Ghosts in My Eyes, a confermare il momento di formidabile ispirazione, gli Spiral 69 sono di nuovo sulla scena con un nuovo lavoro, Alone. La band del carismatico cantante e songwriter Riccardo Sabetti, guidato da un’indole visionaria e a suo modo persino misticheggiante, votato al filone dark wave ha presentato, meno di un mese fa, il nuovo album interamente autoprodotto dal gruppo stesso e masterizzato poi da Frank Arkwright, celebre ingegnere del suono di The Smiths, Primal Scream, Joy Division, nei famosi Abbey Road Studios in Uk. La band ha scelto per la promozione dell’album un tour nelle principali radio universitarie italiane ed è stata anche ospite due mesi fa della storica trasmissione Roxy Bar. 

Alone è una raccolta di sei ballate attraverso cui si evolve la nascita, trasformazione e fine di una tormentata relazione, scritta in due solo settimane e un mese di registrazione; alcuni pezzi sono stati scritti in Italia, altri persino negli Stati Uniti (l’orchestra ha infatti lavorato a Los Angeles), il batterista ha inciso a Oslo. Tutto effettuato in rete.

L’Ep si apre con “We’ll Find Each Other In The Dark”, dal forte senso melodico e sognante, in cui le sfumature del synth si amalgamano sapientemente, creando un perfetto incontro tra ciò che può apprezzare un ammiratore dei Joy Division e uno dei Placebo. La storia d’amore si espande in ”Naked”, il sentimento che si trasforma in ossessione e dipendenza affettiva (This love is a gun in your hands), da cui è tratto il primo video dell’Ep. L’uso degli archi come sfondo al sentimento malato e la voce distorta si coniugano, in un felice connubio, a quelle atmosfere malinconiche che tanto Riccardo ha imparato a farci amare. “You ‘re Mine”, il brano più intimo e meditativo, dall’apparente tranquillità, evoca in realtà l’orribile sensazione del sentirsi psicologicamente soffocare. La sua voce si modula su tristi riflessioni, su di un tappeto di suoni pungenti che giocano ancor di più con le profondità del silenzio, rotto da uno xilofono, in “Rose” (Rose I’ll hope you understand, I need to kill you). La batteria ben dosata, sembra davvero ucciderla. I sensi di colpa esplodono in “When The Angels Live”, tra una chitarra veloce e onde , che da sinusoidali diventano quadre. Infine “Cruel”, struggente e straziante con quella voce femminile appena accennata, si immerge nelle oniriche atmosfere a cui ci siamo già abituati dall’inizio del progetto.. Capitolo a parte spetta alla voce, da sempre strumento ammaliante, e mai dosato con parsimonia.

Alone è l’ennesima prova riuscita degli Spiral69 che hanno ormai raggiunto la piena maturità espressiva, accostandosi sempre più a quel filone synthpop e dall’allure dark-wave che tanto apprezziamo. Una band che non si arresta mai nell’esplorazione di nuove scelte stilistiche innovative e profonde.

A cura di Marianna Alvarenz

http://www.spiral69.com/

https://www.facebook.com/spiral69music

https://soundcloud.com/spiral69

https://itunes.apple.com/it/album/alone-ep/id827826530

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Un commento su “Spiral 69 – “Alone”

  1. What’s up, everything is going well here and ofcourze evvery one
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