Angela Kinczly – La Visita

mercoledì, maggio 7th, 2014

AK - la visita

Grande artista di estrazione classica e suonatrice di clarinetto, Angela Kinczly, al secolo Angela Scalvini, cantautrice bresciana di origini ungheresi dai gusti musicali estremamente eterogenei, sa spaziare sapientemente tra il rock, il jazz, il folk, l’etno e l’elettronica sperimentale, creando così un mix personalissimo e assai gradevole.

Questo lo si può notare in tutti i suoi lavori. Infatti, degne di nota sono: la sua partecipazione, nell’agosto 2010, al fianco di Max Gazzè ad un tributo al concept album dei GenesisThe Lamb Lies Down on Broadway” e la sua partecipazione al brano di apertura di “Black Rainbow”, album di successo dei suoi conterranei Aucan, dove la sua voce si sposa divinamente con sonorità etniche, inquinate da una elettronica di sicuro effetto. Nel 2007 esce il suo disco d’esordio “The Legendary Indian Aquarium And Other Stories”, definito come “Elettro Folk”. Nel 2009 eccola tornare con l’Extended Play “Phoenix”, disco in cui utilizza l’italiano come lingua per i suoi testi.

Nel 2013 esce, quindi, “La Visita”, il secondo full lenght, registrato nello studio Ritmo&Blu su etichetta “Qui Base Luna”, composto da 11 gradevolissimi brani arrangiati ad arte che scorrono lisci come l’olio..

1. Errando
2. L’Uomo che non c’è
3. Lucciole
4. Verde Mistico
5. Mercoledì No Movie
6. Un Modo Per
7. Orologi Liquidi
8. Sabato
9. Nick And Joni
10. Un Giorno Di Settembre
11. Volero’


Un disco finemente introspettivo, sussurrato, garbato, lieve, intimo.
Un lungo ed intenso viaggio che scava profondamente nelle inquietudini di un’anima a volte mesta e malinconica, continuamente pervasa da forti sentimenti, da sogni e paure di adolescente, dalla consapevolezza di non esserlo più, da indelebili ricordi, dalla irrefrenabile voglia di vivere.

La musica e le parole riescono a carpire profondamente le nostre sensazioni, creando intorno a noi atmosfere rarefatte che ci coinvolgono e ci trasportano attraverso le immagini e i rumori di una natura madre. I nostri pensieri vengono così accarezzati dai tiepidi raggi di un sole appena primaverile e, sorvolando leggeri dolci colline, cime velatamente imbiancate e verdi pianure, quasi avvertiamo l’odore dell’erba bagnata dalla rugiada, lo scorrere veloce dell’acqua limpida e cristallina di un piccolo ruscello, il profumo e i colori di prati in fiore.

Un disco indubbiamente di grande valore artistico, in cui la bellissima voce dell’artista è accompagnata da suoni sapientemente arrangiati ed estremamente accattivanti.

John Tag

http://www.angelakinczly.com/

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Un commento su “Angela Kinczly – La Visita

  1. […] Leggi qui la recensione su Italia Rock Bands […]

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